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sabato 12 marzo 2011

Aspettando le Leggi che NoN ci Sono direttamente dall'Isola che NoN C'è



Aspettando le quote rosa, non dimentichiamoci che:

è stata cancellata la legge che impediva le dimissioni in bianco per le donne tutelando così eventuali maternità. Cancellato il fondo per i nidi; tagliato quello per le politiche sociali e per le politiche della famiglia, per la finanza d’impresa. Non ci sono più i comitati per le pari opportunità nei luoghi di lavoro e siamo passate da un età pensionabile di 55 anni a non prima del 65.
Perciò il momento in cui deciderete di cambiare lavoro fatevi quattro calcoli sui vostri ritmi biologici ed eventuali bisogni fisiologici che a molte di noi affiorano, perché non tutti saranno cosi felici di tenervi con un pancione stile mongolfiera e le loro toilette occupate a causa delle vostre nausee persistenti. Finiti i 9 mesi, siamo donne e come tali non solo mamme, perciò ritorniamo in forma come prima, persino i nostri ormoni ce lo dicono; 

mercoledì 23 febbraio 2011

Parola chiave: RISPETTO


 

Le Donne e le loro mille sfaccettature ripercorrono questi giorni i loro diritti e doveri. 

Che spettacolo il XX secolo, mentre i maschietti si organizzano nelle loro attività sempre solidali, le donne il più delle volte giocano a tirarsi i capelli. Ecco allora le intellettuali inveire contro le novizie, colpevoli per essersi interessate a certe tematiche solo grazie a questa ultima ondata di presa di posizione socio-politica da parte delle donne. Sgambetto più tirata di capelli. Dal mio canto mi chiedo a cosa servirà mai continuare a propinare con i fatti e/o parole queste fazioni, oggi che le coscienze dei più si sono finalmente scosse, animate da un comune fervore, perché giocare a tirarsi questi benedetti capelli (ahia!!!). 

sabato 19 febbraio 2011

Il silenzio dei mass media italiani difronte ai DIRITTI FEMMINILI

 
Il silenzio mediatico difronte alla manifestazione per la dignità femminile del 13 febbraio e a un malcontento comune che dilaga lo trovo un atto di inciviltà

Molti sminuendo l’evento e ricollegandolo a fazioni politiche si sono allontanati dal vero scopo iniziale e portante: rivendicare la propria dignità femminile.
Con la speranza che noi Donne continuiamo sulla scia di questa bellissima ondata di freschezza, che le correnti politiche, il silenzio dei mass media, lo sconforto di alcune donne, la passività di molti uomini e il menefreghismo del governo non faccia perdere l’ardore del riscatto, la voglia di migliorare…la sensazione di guardare una bambina negli occhi e ripetersi dentro che tutto questo lo si fa anche per lei, che quegli occhioni un domani si troveranno un passo avanti. Tutto questo detto da una persona come me che avrà partecipato a 2 manifestazioni nella propria vita, che non ama moti sfacciatamente rivoluzionari, che non si cela dietro bandiere o ideologie. 

mercoledì 9 febbraio 2011

Breve excursus sui Diritti delle Donne

 

Questa mattina sdraiata nel lettone con mia figlia e la sua influenza, ci siamo imbattute in questo breve excursus sulle ultime "conquiste" femminili, e anche se contraria sotto alcuni punti di vista e fautrice di molti altri, ve lo lascio...per riflettere su quanto "giovani" siano molti dei nostri diritti e su quanto ancora ci sia da fare per noi stesse e per le piccole donne di domani.

domenica 30 gennaio 2011

RIVOGLIO LA GONNA

Ora vi lascio con una semplice affermazione: "RIVOGLIO LA GONNA" e con una  immagine.


Cosa intendo?
...........................
Buona immaginazione a tutte...

venerdì 28 gennaio 2011

In Italia è una questione di scelte: utero in stand by o pannolini maleodoranti

"Per emergere e rivendicare la loro esistenza produttrice oggi le donne devono rinnegare la loro femminilità."



Oggi il merito del tema non va dato a me ma è tratto da un pezzo di una giovane scrittrice, Virginia Odoardi. Questa mattina devo ammettere che il suo articolo, pubblicato dalla rivista online Padova Donne"Mamme a caro prezzo" , ha alimentato quella sensazione di “fastidio” che contraddistingue non solo me, ma molte donne negli ultimi tempi, visti gli eventi che stanno alimentando la stampa nazionale e internazionale. Mi ha fatto riflettere su una visione generale... come continuiamo a vivere così nel nostro Paese?
Non basta infatti l’umiliazione del proprio corpo per un tornaconto materiale, di fatto ci sono problematiche che non bisogna dimenticare, come per esempio la maternità e il proprio diritto al lavoro. Tradotto in altre parole: “Vogliamo lavorare? Vediamo di non rimanere incinte se teniamo alla carriera”.

mercoledì 26 gennaio 2011

Ruby? Si, ma solo la Dignità a Te Stessa.

Ruby?
Si!
     ....  Ma solo la dignità a te stessa.



Non voglio fare la valletta, non ho neanche un seno prorompente, tanto meno rifatto, non sono una taglia 40, non voglio far parte di una scuderia tanto meno se viene definita così un’agenzia di moda e spettacolo. Non amo la popolarità, tanto meno cene strane in postriboli ancor più strani. I cubi li uso come scaffali per metterci i libri e non per farci salire il mio fondoschiena. Al palo, se così si può chiamare l’appendiabiti che ho all’ingresso, ci appendo il cappotto quando arrivo a casa e non il mio corpo.. prima di venire. Io sono questo e mille altro ancora, tu sei questo e mille, un milione, un miliardo di altre sfaccettature ancora. Io pretendo di non essere rappresentata da “donne” che calpestano se stesse e la propria morale inseguendo sogni vani e notorietà fittizia, attraverso l’uso del proprio corpo. Io NON voglio e non SONO nulla di ciò che loro rappresentano oggi per la Società. 

lunedì 17 gennaio 2011

SEMPRE DI TETTE SI PARLA

Umiliata perché allattava al seno sua figlia, in un’aula di un istituto scolastico, mentre si svolgeva una riunione insegnanti-genitori. La riflessione di oggi deriva dall'articolo che ho scritto questa mattina e che è stato pubblicato dalla rivista online Notizie Fresche: "Vimercate, umiliata perchè allattava in pubblico" .
Cosa penso io da donna, madre e per di più al 7° mese di gravidanza? Credo sia facilmente deducibile per chi mi segue da un po’; quello che mi chiedo è cosa pensava quella direttrice nel momento in cui indispettita, sgridava la mamma, non più scolaretta, per aver adempito ad uno dei gesti più belli e naturali esistenti in questo Mondo. 

lunedì 3 gennaio 2011

RIVENDICARE IL PROPRIO DIRITTO A NON ANDARE IN VACANZA

 Oggi ricordavo quando, anni fa, aspettavo le vacanze natalizie per lasciarmi andare al "fancazzismo totale". Poi si cresce, si diventa adulte, studentesse, lavoratrici, madri, mogli e spesso, come nel mio caso tutto questo insieme e quelle tanto attese vacanze diventano solo il motivo per non utilizzare l’auto nel traffico mattutino, visto che le scuole sono chiuse; infatti ora è tua figlia quella che dorme fino alle 10:00 del mattino, riversandosi nel fancazzismo totale.

La tua sveglia continua a suonare alle 07:00.
Tu hai un marito che deve alzarsi alle 07:00 e ancora non ha compreso quale è il cassetto dei  "suoi" calzini;
due cani che iniziano a rivendicare il loro diritto a svuotare la vescica alle 07:00;
la bambina del piano di sopra, che puntualmente ha ricevuto per Natale una scatola di costruzioni malefiche e le sbatte a terra alle 07:00 del 28 di dicembre;
e dulcis in fundo, la bimba che ti cresce “dolcemente” nel ventre, alle 07:00 potresti tranquillamente pensare che sia la figlia di Chuck Norris e non di tuo marito.
 
Tu che alle 10:00 di mattina hai già steso una lavatrice, ne hai già pronta un’altra, lavato due maglioni a mano, hai preso il caffè mentre hai passato l’aspirapolvere nel salone e hai scalato la libreria in cerca dell’ultimo pelo che era svolazzato dal tuo cane, imprecando su chi te lo ha fatto fare a comprare un bracco con sottopelo di mezzo cm, ispido come steppa.  Tu che alle 10:00 di mattina, nei tuoi giorni di vacanza, sei più stanca del solito…benvenuta nel club del “fancazzismo è finito”.

Mentre scrivo mi arriva una telefonata: “tesoro rimarrò al lavoro per qualche ora, torno per le 21”; questo comporterà:
1) che i cani dovranno scendere di nuovo con me e il mio maxi pancione.
2) che l’ennesima lavatrice (che ha sporcato il sig. marito) dovrò stenderla io.
3) che quella scatola di pelati che speravo mi comprasse tornando dal lavoro dovrò andarla a prendere io al supermercato.
4) che tornerà a casa più stanco e con più pretese del solito.

E tu? Tu che sei in vacanza che fai?!? Tu che come regalo di Natale hai ricevuto una "smart box" del valore di 0 euro, che comprende 10 giorni presso il centro termale di casa tua, con i vapori del tuo ferro da stiro, gli impacchi di napisan per i tuoi panni e gli infusi di feci dei tuoi cani. Tu che sei in vacanza nel centro più richiesto dai lavoratori, hai pure il coraggio di lamentarti?
Ma diciamo le cose come stanno: io al 4° giorno sogno il traffico mattutino, la faccia sempre scazzata della maestra di mia figlia, le lezioni noiose sul consenso informato in quelle aule universitarie scomodissime e l’odore improponibile dei box chirurgici. In questi giorni io sento il bisogno di rivendicare il mio diritto a non andare in vacanza.
Oggi che la parola ferie fa rima con donna delle pulizie della propria casa, mammatuttofare  24 ore su 24 dei propri figli , geisha del proprio marito, dog sitter dei propri cani. Oggi dove anche una doccia diventa una mera utopia io NON VOGLIO ANDARE IN VACANZA!